Cessione quinto

Il tasso usura nella cessione quinto (cioè quel particolare tipo di prestito concesso ai lavoratori dipendenti o pensionati, che prevede come rimborso di capitale e interessi la cessione, appunto, di un quinto di stipendio o pensione) è un problema che sta venendo alla ribalta normativa e giudiziaria in quest’ultimo periodo storico, caratterizzato da una profonda crisi che spinge molti cittadini a richiedere finanziamenti per ottenere una maggiore disponibilità di liquidità. E il prestito contro cessione del quinto è un sistema molto diffuso per ottenere questa necessaria liquidità: infatti banche e società finanziarie sono propense a concederlo per il fatto che esiste una solida garanzia (appunto il quinto di uno stipendio o di una pensione) che la somma prestata verrà restituita, compresa di interessi. Ma esistono anche degli aspetti negativi, soprattutto per chi si trova a richiedere questo tipo di prestito: infatti il rischio di tasso usura nella cessione quinto è ben presente.

Ovviamente il tasso usura nella cessione quinto  viene calcolato in base alla normativa che disciplina tutti i contratti di finanziamento (quindi anche i contratti di leasing, di muto e di prestito personale, solo per citarne alcuni): basandosi cioè sulle tabelle emanate ogni trimestre dalla Banca d’Italia in cui, per ogni diverso tipo di contratto di finanziamento, viene individuato la soglia massima di interessi che è ritenuta ammissibile per quel tipo di contratto (cosiddetto “tasso di soglia”). Se questo tasso viene superato, tenendo conto non solo degli interessi da pagare come da contratto ma anche delle altre spese che su questo tipo di contratto finiscono a carico del debitore, si configura il reato di usura, e il debitore rimane obbligato solo alla restituzione del capitale, ma non delle spese e degli interessi.

E il tasso usura nella cessione quinto rischia spesso di essere raggiunto e superato con la stipula da parte del debitore e suo carico della polizza contro il rischio di morte e di perdita del posto di lavoro (obbligatoria per questo tipo di finanziamenti): il costo di questa polizza (che in caso si verifichino tali eventi scarica sull’assicurazione l’obbligo di restituzione di capitale e interessi) di solito molto alto non viene infatti conteggiato nel complesso del costo del finanziamento, dando luogo a una situazione problematica per il debitore.

Visto il rischio di superamento del tasso usura nella  cessione quinto meglio affidarsi per la stipula di questo contratto a un professionista esperto del settore. 

Il tasso di usura per la cessione del quinto viene individuato e stabilito dalla Banca d'Italia su indicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze: ogni tre mesi vengono rilevato i Tassi Effettivi Globali Medi per le varie tipologie di credito erogabili ai consumatori, sulla base dei quali vengono successivamente calcolati i vari tassi usura, compreso il tasso di usura per la cessione del quinto.

Nei prestiti contro cessione del quinto il tasso usura come viene calcolato? È molto importante porsi questa domanda e conoscere la risposta corretta, soprattutto se si sta valutando di stipulare questo tipo di contratto finanziario. Data la situazione attuale di crisi e soprattutto di mancanza di liquidità (che colpisce molti cittadini) il ricorso al finanziamento si sta facendo sempre più importante.

Il rapporto fra Usura e cessione del quinto è molto delicato ed è diventato di sempre più importante attualità negli ultimi tempi: infatti in seguito alla crisi economica e alla conseguente crisi di liquidità in cui si trovano molti istituti di credito, spesso la concessione di un finanziamento diventa molto complicata. E la concessione di un prestito dietro cessione di un quinto dello stipendio (da qui la definizione “cessione del quinto”) può sembrare la via più semplice e immediata per ottenere liquidità.

Anche nel caso di prestiti dietro Cessione del quinto – i Tassi oltre l'usura sono un’eventualità che spesso si verifica e un rischio che non va assolutamente sottovalutato. In un momento di crisi (in particolare di crisi di liquidità) è normale che aumenti il ricorso al credito, come è normale che le società che forniscono denaro tentino di tutelarsi in ogni modo dal rischio di non vedere rientrare i propri prestiti.

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